Charter Scuola di Pesca Excalibur

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Mulinelli e canne al top per la traina e per il drifting al tonno

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Se vuoi passare una bella giornata a pesca affidati ad un istruttore federale Master di scuola di pesca FIPSAS (CONI)

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Guarda i filmati su youtube, così puoi vedere i tipi di pesca che possiamo fare durante la giornata

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per raggiungere le poste di pesca il ritrovo è la mattina presto dalle 5,00 alle 6,00

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A pesca con Excalibur ci si diverte sempre!

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Nella 
pesca c'è sempre da 
imparare qualche trucco, qualche tecnica nuova, i pesci sono sempre 
in evoluzione.

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il pescato viene diviso fra tutti dal comandante




 
                              

 Pianeta Pesca Mare n.11-2010

Catturato tonno di 232 chili , un record per le nostre acque! Gli amici dell'AdrCop_Tonnoiatico si metteranno a ridere ma nel Tirreno settentrionale questa taglia è diventata molto rara, solo agli inizi degli anni ottanta qualche esemplare veniva catturato e comunque faceva notizia, poi inesorabilmente la taglia è diminuita come pure le catture!

La scuola pesca Excalibur di Maurizio Miliani 
mette a segno un'importante cattura sul finire della stagione di pesca ricreativa al tonno rosso con un esemplare di 232 chili catturato con canna e mulinello vicino all'isola d'Elba. Di solito la taglia dei tonni catturati sportivamente nella nostra zona, difficilmente superano i 100 -130 chili e sono più frequenti quelli di peso da 40 a 60 chili, per altro la stagione che sta finendo non è stata ricca di catture. ( il tonno può essere catturato nella pesca ricreativa dal 16 giugno fino al 14 ottobre)

La cronaca:

Excalibur pesca sempre ancorato e purtroppo la corrente si dirige a 40 gradi verso l'ancora e quindi sono costretto ad allontanarmi dalla boa con una trentina di metri di cima e posizionare la poppa al mare, è un moderato vento di grecale che ci raffredda un po' ma non ci sono altre soluzioni e mettiamo solo due canne in pesca.Enrico

 
Dopo circa due ore di pasturazione a base di sarde è strike sulla Italcanna 50-80 stand up calata a 30 metri, lenza 80 libbre e alaccia per esca, la fuga non è lunga e pensiamo al solito tonnetto di 30 - 40 chili, intanto Enrico velocemente si mette la pancera e il renale ed inizia un faticoso combattimento in piedi. Da come si comporta non sembra un grosso pesce e spesso ci viene incontro allentando la lenza che prontamente con veloci marcie avanti viene rimessa in tensione o recuperata e poi una bella fuga di potenza di almeno150 metri con la lenza in superficie, allora non è un pescetto!! Il combattimento continua ma in modo un po' atipico, infatti il tonno di solito per cercare una difesa si dirige in profondità, questo a fondo non c'è mai andato per fortuna. Di solito si pesca da 80 a 120 metri. Fino da ultimo abbiamo pensato ad un grosso pesce spada o allo squalo volpe, ( specie protetta da quest'anno e quindi avremmo imbarcodovuto liberarlo tagliando la lenza). ma non gli abbiamo dato tregua, sempre la canna piegata al massimo, con continui recuperi a marcia indietro, sembrava di combattere un marlin, poi con dei giri concentrici ci siamo avvicinati all'inaspettata preda, e quando sono riuscito ad intravedere la grossa sagoma ho esclamato " Ragazzi è un tonno enorme!! " ed ho fatto preparare subito due raffi. L'adrenalina è a mille, un errore di manovra e il pesce della vita potrebbe sparire per sempre nel profondo blu. Ancora qualche giro sotto la barca è Gepi prontamente sferra un sapiente colpo di raffio a fermare questo ammasso di muscoli, subito lo segue Mario con il secondo, mentre Serafino appena si calmano i colpi di coda si prepara a legarla, Ginetto con il passasagole si dirige sulle branchie per legarlo saldamente Equipaggiodalla bocca, è un bellissimo tonno di m. 2,80!!

Sono passati appena 45 minuti e questo meraviglioso tonno è già legato alla fiancata, da non credere, ma l'affiatamento dell'equipaggio è stato determinante. Ci raggiunge intanto l'imbarcazione COLMIC dell'amico Collini con Maurizio e Gianluca per farci i complimenti e delle belle foto. Per caricarlo sulla plancetta di poppa abbiamo utilizzato un doppio bozzello tipo paranco e siamo rientrati in porto con una bella coda in vista.Taglio 
Grazie al supporto logistico del Marina di Salivoli abbiamo potuto scaricare e pesare un così grosso esemplare, da noi molto raro, dopo le foto di rito è stato tagliato e molti "filetti"sono stati regalati ad amici e curiosi intervenuti a questa cattura eccezionale.

Testo Maurizio Miliani 
Foto di Maurizio Pastacaldi e
Maurizio Miliani


YouTube Video


Pesce spada di giorno

Cop_Spada_3-2011Questo meraviglioso pesce rimane, per lo sportivo armato di canna e mulinello, sempre una cattura difficile e pochi pescatori possono vantarsi di averlo catturato e se di taglia, specie sopra i 40 /50 chili, nel nostro mare è veramente eccezionale! . Rappresenta il sogno irrealizzabile di ogni pescatore ed è l'unico vero rostrato presente nel Mediterraneo insieme all'aguglia imperiale che però non raggiunge la taglia dello spada. Si può catturare a traina veloce con l'artificiale e generalmente sono esemplari piccoli, con esca naturale viva o morta a traina lenta , oppure in drifting con pasturazione a base di sarde. E' un pesce abbastanza raro, solitario e per giunta molto sospettoso, e nella maggioranza si slamano facilmente, quindi per tutte queste ragioni non è proprio facile catturarlo!


Facendo scuola di pesca una domanda è ricorrente :- Che pesci si può prendere pescando a drifting ? - In maggioranza tonni, squali e pesci spada- ; Allora viene spontanea la seconda domanda - Ma lo spada non viene pescato di notte? Effettivamente si può pescare di notte, come fanno i professionisti che calano nel pomeriggio, chilometri di palamiti tenuti a 5 -10 metri sotto la superficie da piccole bottiglie bianche di plastica, e la notte lo scorrono per controllare catture ed esche oppure spada_all%27Elbaper salparlo direttamente in mattinata, con questo sistema di pesca intensiva, vengono di solito catturati anche gli esemplari più grossi. Oppure si può tentare con il drifting notturno più redditizio, ma non sempre realizzabile sia per la tipologia della barca, sia per lo stato del mare in altura e per giunta di notte! Comunque alcune importanti catture vengono effettuate di giorno con molta soddisfazione da parte dei fortunati, però non per una pesca specifica, perché la preda ricercata è il tonno, ma mettendo in pratica alcuni accorgimenti si può catturare entrambi, senza troppi sacrifici notturni e sempre se i pesci ci sono ed hanno voglia di abboccare! Lo spada possiamo trovarlo a tutte le profondità da 30 a 600 metri, in vicinanza della costa o in altura come per il tonno, quindi vanno bene le solite poste dove abitualmente peschiamo, meglio comunque su fondali oltre gli 80 metri, oppure ancorati sulle secche in mezzo al mare a non meno di 50 metri e con una buona corrente che porti il brumeggio lontano, resta comunque un pesce raro e se in una stagione di pesca ne portiamo uno o due a pagliolo abbiamo ottenuto un ottimo risultato.

                                  Esche e terminali
 

Spada_30_kgPer la pesca dello spada, nei nostri mari, vanno bene terminali da 120 a 150 libbre in nylon, escluderei il cavetto in quanto più visibile e rigido al contatto con la spada durante le fasi dell'abboccamento, la lunghezza sarà da 2 a 2,50 metri mentre per gli ami vanno bene gli stessi che si utilizzano per i tonni di misura dal 6/0 a 8/0 non inox. Per le esche vanno bene le alaccie o salacche, la boga, il sugarello, il calamaro o il totano. Per le prime si usano gli inneschi classici per il tonno, ma il cefalopode è meglio armarlo con una striscia di polistirolo all'interno, per farlo stare orizzontale e l'amo infilato vicino a bocca e tentacoli. Per migliorare l'assetto conviene legare con del filo elastico il terminale al polistirolo, in questo modo daremo più consistenza all'esca ed eviteremo che il calamaro si ripieghi su se stesso durante le fasi di pesca.

                             
                                  L'assetto di pesca


SpadaCapita spesso di vedere saltare gli spada in superficie e perciò il pescatore è portato a pensare che abboccherà quasi a galla, tutto è possibile, ma le maggiori ferrate si avranno sulle canne calate in profondità, da mezz'acqua verso il fondo cioè dai 35 ai 60/70 metri, con piombature da 150 a 400 grammi a seconda della corrente. Il piombo deve essere legato alla lenza tramite un elastico posto a 12/15 metri dal terminale, in modo da lasciare i più ampi movimenti all'esca e in questo modo durante la calata difficilmente si faranno parrucche tra esca, terminale e piombo. Quando non c'è troppa corrente e a barca ancorata, funziona bene anche una canna calata con 70/80 metri di lenza senza piombo messa in acqua per prima e allontanata dalla barca almeno a 50/60 metri, tutto questo "svolazzo"sale e scende con il movimento della barca ed è molto catturante perché il pesce, nell'approccio con l'esca, non sente nessuna resistenza e abbocca più facilmente. Infatti a differenza del tonno che attacca in velocità e si ferra da solo, il pesce spada è molto sospettoso, nuota più lentamente e colpisce ripetutamente l'esca con la spada prima di ingoiare, tant'è che alcune volte si vede sobbalzare per più volte il galleggiante e poi affondare lentamente, mentre quando incontra una certa resistenza, lascia subito l'esca e al controllo la troviamo tutta sciupata. Alcune volte possono essere i pesci lama, ma questi generalmente lasciano sciupato anche il terminale con vistosi taglietti che ci costringono a sostituire il calamento o a tagliare e rilegare di nuovo l'amo. Quando si vede sobbalzare il galleggiante ripetutamente conviene dare subito alcune bracciate di lenza oppure aprire la frizione per alcuni secondi in modo da lasciare l'esca libera in corrente, con questo sistema lo spada non sente alcuna resistenza e abbocca ingoiando tutto con facilità. Passati alcuni secondi e con il galleggiante che affonda più deciso conviene recuperare rapidamente per mettere in trazione decisa la lPesce_Spada_in_cannaenza, in modo da ferrare lo spada, che come abbiamo detto è lento nel nuoto e quindi se non gli diamo una forte ferrata, a volte si slama subito. Quando il pesce è ferrato possono accadere due cose: il pesce fa una fuga laterale e poi verso il fondo non velocissima, oppure la lenza va in bando con stupore ed inevitabili imprecazioni dell' equipaggio. Passano pochi secondi e con la bellezza dei suoi colori bronzo, blu con riflessi violetti, salta fuori dell'acqua lasciando tutti a bocca aperta. Di solito fa un salto soltanto e poi rimanendo in superficie, brandisce la spada ripetutamente sull'acqua per liberarsi dall'amo e da quella trazione che sbilancia il suo nuoto. La lenza fa un ampio arco, spesso a rientrare verso l'imbarcazione, il tutto succede talmente in fretta che è difficile ragionare sul da farsi, però in questo momento deve saltare fuori l'affiatamento, la rapidità, e la bravura dell'equipaggio che non deve perdere lucidità e la calma per l'allamata di un pesce così diverso dal solito. Bisogna subito recuperare le canne non impegnate e l'angler deve impugnare la manovella e con una velocità da fare invidia ad un trapano, recuperare tutta quella lenza in bando, che è davvero tanta. In questo caso nella traina lenta basterebbe accelerare la barca per rimettere il tutto in trazione e poter controllare il pesce, ma con la barca ferma la rapidità di recupero è essenziale per continuare il combattimento e per il buon esito della cattura. Il comportamento dello spada a questo punto è imprevedibile, può nuotare in superficie ed andare verso prua e verso l'eventuale ancora od affondare in corrente come il tonno, ma a differenza di questo che tornerà in superficie solo quando sarà esausto e quasi vinto, lo spada potrà farsi vedere più volte in superficie e cercare la libertà venendo incontro alla barca , cioè dove sente meno trazione e fatica, questa è la sua difesa. Il pescatore penserà spesso di averlo slamato e non dovrà rimanere fermo in attesa degli eventi, ma dovrà sempre recuperare velocemente la lenza aiutato eventualmente da una manovra in avanti della barca. Il combattimento sarà comunque determinato dal tipo di attrezzatura usata e ovviamente dalla taglia del pesce, ma nella maggioranza dei casi sarà sempre troppo a favore del pescatore che pensando di catturare il tonno utilizzerà canne da 50 o 80 libbre che toglieranno purtroppo il giusto divertimento alla cattura di questo fantastico combattente. 
 
                        L'attrezzatura

L'attrezzatura idonea per i nostri spada potrebbe essere quella con lenza da 20 o 30 libbre e canne stand-up dello stesso libbraggio, meglio se il fSpada_con_Guglielmousto sarà lungo ed elastico, certo in caso di ferrata di un tonno le cose si complicano parecchio specie con la 20 mentre la 30 permette maggiori successi. Comunque in tutti i combattimenti, anche quelli con esito infausto, bisogna sempre cercare di essere sportivi al massimo, perché in qualsiasi caso, riceveremo delle forti emozioni e perfezioneremo tantissimo il nostro bagaglio tecnico, invece con un'attrezzatura sovra dimensionata non potremo mai apprezzare le potenzialità di un pesce così imprevedibile. Quando è affaticato si lascia portare sottobordo, ma fate attenzione perché non disdegna di passare sotto la barca per liberarsi, il pesce deve essere preferibilmente raffiato sul dorso sotto la pinna dorsale, in quanto le sue carni sono molto tenere e con gli ultimi tentativi di liberarsi, in altre parti si lacera facilmente. Va subito immobilizzato legandogli la coda e attenzione ai colpi di spada che possono creare qualche problema, con le due mani guantate bloccarla subito e passare la cima nelle branchie per legare la testa. Perfetto pesce a bordo! La tensione di colpo svanisce e i complimenti si sprecano, la cattura è stata portata a termine con grande soddisfazione da parte di tutto l'equipaggio.

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