Scuola di Pesca Excalibur

Lo squalo volpe è protetto dal 2010

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Mulinelli e canne al top per la traina e per il drifting al tonno

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Se vuoi passare una bella giornata a pesca affidati ad un istruttore federale Master di scuola di pesca FIPSAS (CONI)

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Guarda i filmati su youtube, così puoi vedere i tipi di pesca che possiamo fare durante la giornata

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per raggiungere le poste di pesca il ritrovo è la mattina presto dalle 5,00 alle 6,00

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A pesca con Excalibur ci si diverte sempre!

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Nella 
pesca c'è sempre da 
imparare qualche trucco, qualche tecnica nuova, i pesci sono sempre 
in evoluzione.

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il pescato viene diviso fra tutti dal comandante



 

                                         



                       Squalo volpe
   
    da Pesca in Mare 12-!988 Testo e foto Maurizio Miliani                      
Squalo_volpe_1988
"Nessuno avrebbe speso un soldo sulla presenza degli squali volpe nelle acque dell'arcipelago toscano. Ed ecco la implacabile smentita giunta alla fine di ottobre con queste splendide immagini"

 
Siamo in navigazione da circa un'ora e ci stiamo dirigendo verso le secche di Sant'Andrea, situate tra l'isola d'Elba e Capraia, il mare è buono e la barca scivola veloce sull'acqua con rotta 270 da Piombino, la posta è vicino ad una caduta di fondale che da 70 metri va a finire a oltre 300 in meno di mezzo miglio, quì abbiamo catturato tonni, pesci spada, una piccola verdesca che abbiamo rilasciato e qualche volta siamo stati scippati prematuramente di amo e alcuni centimetri di terminale da pesci dalla buona dentatura! Giunti sul punto facciamo la solita strisciata di sardine intere e a pezzetti con la barca in movimento a 6/7 nodi in modo che a poppa ci sia un' abbondante schiuma che sicuramente attira i veloci predatori , caliamo l'ancora e appena la barca si dispone a vento e corrente poniamo le canne in assetto di pesca. Per l'esperienze subite, quando si parla di dentature, mi vengono sempre in mente le scene del primo film "Lo squalo", ma comunque nei nostri mari a parte qualche incontro particolare, si trovano soltanto: la verdesca, il volpe, lo smeriglio e qualche squalo di fondale catturato con salpabolentini di profondità, di questi, il pesce più sportivo, rimane lo squalo volpe perchè è un tenace combattente e non disdegna di fare qualche salto fuor d'acqua quando è allamato e se di grossa taglia darà forti emozioni a chi riescirà a catturarlo. In genere per gli squali bisogna usare terminali in acciaio intrecciato o in piano wire, chiaramente è sconsigliato il nylon, infatti i denti sono molto taglienti in tutte le specie di squalo sopracitate. Il terSqualo_volpeminale in treccia di acciaio è abbastanza morbido e si confeziona in modo semplice con dei manicotti e una speciale pinza, ma pescando a drifting il suo diametro risulta molto visibile a tonni e pesci spada, quindi viene usato difficilmente in questa pesca, al contrario nella traina veloce ai rostrati è più di uso comune. Il piano wire è un monofilamento rigido, di colore scuro, un pò armonico, poco visibile e molto resistente ai denti, di diametro contenuto rispetto al carico di rottura, unico difetto è che, con delle piegature secche, può rompersi facilmente. Per le legatura dell'amo di solito si usa il nodo Hay Wire Twist che consiste nel passare il terminale nell'occhiello dell'amo, avvolgere i due filamenti insieme per 5 - 6 volte e poi con il capo corto avvolgere in modo stretto sul terminale per almeno 4-6 giri, quindi tagliare il filo in esubero. In commercio si trova anche uno speciale accessorio che facilita la costruzione del nodo. Lo stesso nodo si può effettuare senza amo per formare l'asola per l'attacco al moschettone posto sulla lenza. La lunghezza di un terminale da squali si aggira da m.2,0 a m.2,50 o anche più, specie per il volpe che con la lunga coda può recidere la parte Squalo_volpe_al_raffiosuperiore in nylon. Tutto è pronto, caliamo la prima canna con un terminale in wire da 250 libbre per il nostro amico squalo a 60/65 metri di profondità con piombo da gr.350 perchè c'è un po' di corrente,agganciato con un elastico sopra il bimini del raddoppio, durante le fasi di calata i terminali in acciaio vanno lasciati andare più lentamente del nylon perchè tendono ad arrotolarsi alla doppia lenza, la seconda la posizioniamo a m.40/50 con la stessa piombatura e terminale, la terza a m.30/40 con piombo da gr.250 e terminale in nylon da 150 lb. , l'ultima si cala a m.15/20 con terminale da 100 lb. proprio vicino alla barca con un piombo da 50/100 gr. I galleggianti sono allontanati dalla barca a secondo della corrente presente e comunque a non meno di 40 metri la prima canna che è la più profonda, le altre a scalare di 10/15 metri fino all'ultima sotto barca che è detta "a pendolino" se piombata o "in volo" senza o con pochissimo piombo. La corrente tiene le lenze proprio verso poppa e si pesca in modo perfetto, le sardine intere sono intervallate da pezzetti, la pasturazione affonda bene passando sicuramente anche tra le esche in profondità che sono quelle che più difficili da posizionare in pastura. Lo scandaglio segna m.90 e abbiamo posto l'allarme fino a 70 metri in questo modo ci avvertirà degli eventuali passaggi dei grandi predatori, tutto è pronto aspettiamo lo strike! A molti pescatori non piace questo tipo di pesca perchè la ritengono noiosa e statica, al contrario come in tutte le tecniche bisogna stare all'erta e cogliere tutti quei segnali che ci vengono offerti dalla situazione di pesca per adattarsi subito e modificare gli assetti di pesca, per es. dal cambio d'intensità di corrente, al ritmo di pasturazione, ai voli premonitori dei gabbiani, a eventuali bollate in superficie o a sparizioni precoci di sardine appena gettate, a movimenti strani dei galleggianti perchè ha abboccato un pesce lama portandosi via l'esca.

Squalo_volpe_raffiatoQualche volta penso che la traina sia più dinamica, ma quando parte la canna con il tonno ti ripaga di tutti i sacrifici e le ore di snervante attesa, la giornata è comunque bella, il mare è buono, quindi tutto sommato si sta bene, quì al solicello! Passano circa tre ore e l'allarme dello scandaglio si mette a suonare, sullo schermo appare una S orizzontale a circa 45 metri, un tonno non sembra perchè disegna delle V rovesciate o righe oblique secondo come entra nel cono del trasduttore, però non facciamo in tempo a ragionare più di tanto che parte la cicala della terza canna calata a 30/40 metri portandosi via parecchia lenza e impegnando il fusto in una bella piega. "Il tonno, il tonno, metti in moto!" L'equipaggio recupera velocemente le lenze non impegnate e appena la poppa è libera ci molliamo dall'ancora. Il pesce ha fatto una bella fuga ma ora si è fermato, già in sedia con giubbotto allacciato, inizio a imbobinare lenza mentre ci avviciniamo con la barca, pompo con la canna e recupero il pesce che rimane inerme, strano per essere un tonno? Si fa tirare abbastanza facilmente, ma poi riparte con una fuga potente e costante, impegnando di nuovo tutta l'attrezzatura e intanto il combattimento si allunga nel tempo, "Comincio a dubitare che sia un tonno , è comunque un bel pesce , speriamo uno spada grosso? "Ad un certo punto la lenza si allenta cambiando l'angolatura , recupero velocemente -" Ma che si è slamato? " chiede Mauro-"No, sta venendo su veloce! "Il bestione aggalla a circa 70 metri brandendo qualcosa in superficie, ma non è una spada, è la lunga coda che sbatte con violenza sull'acqua alzando numerosi schizzi, con nostra meraviglia apprezziamo subito questo incontro particolare: è un bellissimo squalo volpe! Ora però ci viene il dubbio di come possa aver retto il terminale, sicuramente è allamato fuori della bocca, perchè la dentatura anche se non grossa è comunque tagliente e già una volta ne perdemmo uno che tranciò di netto la treccia di acciaio dopo solo venti minuti di combattimento, il nylon in bocca avrebbe retto meno di 10 secondi!! Manovriamo la barca andando incontro per recuperare più lenza possibile, ma il pesce riaffondaSqualo_volpe_kg_210 veloce sbobinando di nuovo lenza. Il combattimento è faticoso la canna è impegnata al massimo portarlo in superficie non è proprio facile, bisogna sfruttare i momenti propizi, intanto è già trascorsa un'ora e mezzo di tira e molla. Per questo pesce è meglio prepararsi per tempo: raffio volante e fisso, cime robuste e un po' di sangue freddo per la Squalo_volpe_con_Mirko_e_Davideraffiata in quanto la coda può essere pericolosa specie se il pesce è di grosse dimensioni e arriva sottobordo ancora vitale e comunque, in prossimità della barca, diventa sempre un po' nervoso! Finalmente riusciamo a portare il pesce alla raffiatura, via con il volante, il pesce brandeggia un po' la coda,ma ormai è esausto, è davvero bellissimo, via con il fisso, lo leghiamo velocemente per immobilizzarlo così non corriamo rischi inutili, la cattura è terminata, ma caricarlo sulla plancetta non sarà molto facile perchè al peso segnerà 210 chili.


                                  Manta in canna

Nei ricordi di un pescatore sportivo ci sono sempre delle catture che hanno lasciato un segno e che non può dimenticare facilmente, non sempre perché il pesce era più grosso, ma solamente per la rarità e per le emozioni che ha suscitato in lui e nell'equipaggio e anche se sono passati alcuni anni il ricordo è sempre vivo, perciò vi voglio raccontare questa spettacolare cattura soprattutto con le foto.


E' agosto e la stagione dei tonni è già iniziata, siamo in pesca da circa due ore tra il canale di Piombino e l'Elba su un fondale di 90 metri, la costa non è molto lontana e per il momento è tutto tranquillo, anche le altre barche vicine non hanno ancora effettuato ferrate, ma come al solito all'improvviso, si sente per radio il primo -

" Tonno in canna " -

e una barca vicina si mette in movimento.

" Finalmente iniziano a muoversi ! " - è il commento generale.

Per quanto ci riguarda a movimentare l'ambiente a bordo é Andrea, giovane angler con alcuni tonni all'attivo che già scalpita per la cattura della barca vicina.

Incollato al binocolo esclama

" Guarda come gli piega la canna.

E' grosso!

E' grosso!

Babbo ma noi non prendiamo nulla?

E Mauro "Speriamo di si e che sia piccolo così lo combatti tu "

Il brumeggio è cadenzato e le sardine affondano trasportate dalla leggera corrente, passa una mezz'ora e il palloncino della canna calata a 35 metri con amo del 6/0 affonda leggermente, sobbalza, si ferma, ma la canna non parte.

Penso subito che sia un pesce lama e recupero subito per togliere il fastidioso impiccio, ma appena la lenza va in tensione, il cimino della stand up 50/80, si piega troppo e allora ..

" E' uno spadino o un alletterato ! " Esclamo con gioia.

Passano alcuni secondi di stasi e poi la canna si piega brutalmente, la lenza esce velocissima come se fosse allamato un treno, una fuga di cinquanta metri e con grande meraviglia vediamo volare a tre metri sopra l'acqua un grande aquilone nero. 
Manta_salta_1

L'incredulità e lo stupore ci assale mentre a bocca aperta ammiriamo le evoluzioni e gli spruzzi d'acqua sprigionati dalla ricaduta di un così grande esemplare, riconosciamo subito, per gli inconfondibili "corni neri" (pinne cefaliche) che non si tratta del solito muglio o trigone e per la meraviglia siamo rimasti bloccati aspettando dei nuovi salti.Anche se si nutrono di plancton questa volta ha mangiato una sardina !

Il rumore del cicalino impazzito, viene interrotto da Andrea che saltando di gioia urla a squarciagola..

" La manta , la manta "

" Vai sul seggiolino perché è troppo grossa per tirarla in piedi " - risponde Mauro, cercando di calmare tanta emozione nel figlio.

Alla radio trasmetto

" Excalibur, manta in canna ! "

Qualcuno risponde

" Dehh !! E tanto siamo a Cuba!" - mettendosi a ridere.

Effettivamente devo dire che ci credevamo poco anche noi !

Manta_salta_3Dopo i salti iniziali la manta si è portata sul fondo, sbobinando almeno 250/ 300 metri di lenza, iniziamo il recupero andando incontro al pesce che procede ora con un nuoto lento ma deciso, la bobina del mulinello 50 libbre riprende un aspetto più rassicurante, ma il pesce naviga in profondità e non si riesce a portarlo in superficie, passano così circa venti minuti di tira e molla quando la lenza inizia a cambiare angolazione portandosi verso la superficie e sbobinandosi velocemente, ma ora sono pronto con la macchina fotografica per immortalare questo incontro

" Ora salta, salta ! "
Manta_salta_4

I fotogrammi scattano a raffica per immortalare un pesce mai visto in queste acque e tanto meno allamato con la canna.








Manta_in_acqua
I salti e gli schizzi d'acqua sono spettacolari, procediamo velocemente incontro recuperando di nuovo, ora è in superficie e con un po' di aiuto Andrea riesce a portarlo a 20 metri, gli siamo sopra, si comincia a vedere questa manta da vicino, le sue evoluzioni mi

 

Manta_al_rilasciocostringono a veloci e continui spostamenti in avanti con la barca, non so se la parte dell'aquilone acrobatico la faccia lei o noi.

Riusciamo a portarla in superficie e a valutare le effettive dimensioni 3,50 per 2,50 metri.
E' bellissima ed enorme!




Manta_rilascio



Marcia avanti, indietro è passata quasi un'ora ed ormai è stanca e ci
mostra la pancia, Mauro recupera a mano il terminale avvicinando la splendida preda, l'amo è degradabile e click immortalo il taglio del filo che ridà la libertà a questo magnifico esemplare che ci ha dato forti emozioni e che ricorderemo per sempre.




                                    





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