Charter Scuola di Pesca Excalibur

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Mulinelli e canne al top per la traina e per il drifting al tonno

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Se vuoi passare una bella giornata a pesca affidati ad un istruttore federale Master di scuola di pesca FIPSAS (CONI)

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Guarda i filmati su youtube, così puoi vedere i tipi di pesca che possiamo fare durante la giornata

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per raggiungere le poste di pesca il ritrovo è la mattina presto dalle 5,00 alle 6,00

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Charter di pesca Excalibur, esperienza e simpatia. Cosa c'è di meglio che passare una giornata tra amici

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A pesca con Excalibur ci si diverte sempre!

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Nella 
pesca c'è sempre da 
imparare qualche trucco, qualche tecnica nuova, i pesci sono sempre 
in evoluzione.

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il pescato viene diviso fra tutti dal comandante



 



Orate in corrente 
da Pescain Mare n.9/2008 testo e foto di Maurizio Miliani

Orata: al solo nominarla viene l'acquolina in bocca per il suo buonissimo sapore, ma cOrata_3,5_kgontemporaneamente evoca i ricordi e le fantasie più belle in ogni pescatore che ha avuto la fortuna di catturarla, specie se di taglia. Se escludiamo la spigola, per i pescatori da terra e da surf quasi non esiste altra preda all'infuori dell'orata: tenace combattente, Ë dotata di una bocca cosÏ forte da poter rendere innocui anche grossi ami, schiacciandoli come se fossero grissini.

Ma insidiarla dalla barca non è certo meno interessante: i periodi migliori per tentarne la cattura sono aprile e maggio, anche se novembre e dicembre assicurano le taglie migliori! Infatti, è in questi mesi che sono frequenti le catture di esemplari il cui peso oscilla dai 4 ai 6 chili, talvolta anche di più, che sanno donare entusiasmo e rinnovata passione grazie alla combattività che oppongono.

Di solito per insidiare l'orata si ancora la barca sulle secche da 20 a 45 metri, sulle cigliate e cadute di fondale, per i calamenti si può usare il classico bolentino con il piombo sotto e due o tre braccioli sopra, oppure con un terminale di un metro, girella e il piombo scorrevole sul trave. Ma in particolari situazioni, si può pescare senza piombo in corrente, cioè "a lenza morta", che sta a significare un metodo di pesca che porta ad avere grandi risultati e massimo divertimento. Le giornate migliori sono quelle con mare leggermente increspato e con la corrente leggera che porta i pezzetti di sardina verso il fondale, le orate attirate dal brumeggio risaliranno la scia trovando l'esche libere e in movimento insieme agli altri pezzetti, l'abboccata sarà assicurata.

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Corrente e corrente

Orate_e_palamiteScelta la secca dove pescare, con l'ausilio dello scandaglio cercheremo il punto migliore sul quale ancorarsi e, dopo aver calato l'ancora, aspetteremo che la barca si sia disposta in posizione, secondo venti e correnti: questa è una delle fasi più importanti e delicate per ottenere i risultati voluti. E' un momento che richiede molta pazienza, perchè può capitare che talvolta si debba salpare e ricalare il ferro più volte prima che la barca si posizioni nel punto prestabilito: vento e corrente sono elementi determinanti in questo, perchè non è del tutto inusuale trovare la corrente più forte e contraria rispetto al vento, e questo porta l'imbarcazione troppo fuori dalla secca, rendendo la pesca meno redditizia.

Per pescare in corrente occorrono canne di lunghezza compresa fra i 2,50 ed i 4 metri non troppo rigide, con azione di punta e passanti ad anelli, tipo bolognese. La pesca a lenza morta prevede l'uso di 2 o al massimo 4 canne, da posizionare orizzontali e ben distanziate, preferibilmente da calare e recuperare tutte insieme. Per questo tipo di tecnica il mulinello deve essere a bobina fissa, imbobinato con un buon 0,25-0,30 ed almeno 200 metri di lenza, e che abbia una frizione affidabile ed una buona capacità di recupero. Il terminale dovrà essere lungo da 1,50 a Gigi_con_orata2,50 metri, dello 0,25- 0,35: Ë indifferente scegliere fra il nylon ed il fluorocarbon, come preferite. Gli ami vanno bene sia quelli a gambo corto, per il tocchetto, che quelli a gambo lungo per una mezza sardina. Per la mezza sardina sono molto indicati gli ami del tipo Aberdeen, che hanno una buona capacità di penetrazione e sono molto leggeri. La parte di terminale che va legata all'amo, si può rinforzare raddoppiando per 5 o10 cm la lenza, avvolgendola su se stessa tipo treccia, oppure utilizzare 15-18 cm di dacron da 20 Lb, legato a doppio, e poi da una parte si lega l'amo con una bocca di lupo, dall'altra leghiamo il nylon del terminale. Per innescare al meglio la sardina intera che la mezza dobbiamo utilizzare l'ago apposito, che va infilato dalla coda verso la testa, una volta uscito, agganciamo l'asola del nostro calamento alla fessura posta sull'ago e facciamo scivolare la sardina sul calamento. Posizionato l'amo facciamo due cappi con il terminale sulla coda e agganciamo il tutto al moschettone e siamo pronti per calare. Per innescare la sardina intera si può utilizzare anche un calamento con tre ami legati uno vicino all'altro e infilati sotto pelle all'esca e sempre con due cappi sulla coda per non perdere l'esca quando si recupera la lenza per la nuova "passata". 

Orata_appena_catturataLenta, invitante discesa

Se vogliamo richiamare i pesci dobbiamo pasturare abbastanza, perciò taglieremo le sardine a pezzetti che lasceremo andare dalla superficie, insieme alle esche: di conseguenza ci servirà mezza, se non addirittura una intera, cassetta di sarde fresche o congelate. Si inizia a pasturare con sardine a piccoli pezzi, per poi lasciar andare l'esca in corrente tenendo l'archetto del mulinello sempre aperto: il filo deve uscire continuamente con la corrente, anche per 50, 80 metri e più. Poi lo possiamo recuperare, per ripetere la passata.

Le giornate migliori per insidiare le orate con questa tecnica sono quelle in cui la corrente non è molto forte perchè, altrimenti, porterebbe esche e pastura troppo lontane dal punto in cui ci troviamo ancorati: inoltre, resterebbero sempre in superficie, cosa che andrebbe bene se volessimo andare a palamite, tonnetti, alletterati e lampughe, peraltro molto divertenti, ma non per l'orata che per essere attratta da esche e pasture ha bisogno che queste scendano pian piano verso il fondale.

OrateE' con questa lenta discesa che le orate, come del resto altri pesci tipo saraghi, tanute o dentici, vengono veramente attratti dai pezzi di sardina e risalgono la loro scia arrivando a mezz'acqua, talvolta quasi in superficie, dove insieme alla pastura trovano a fluttuare le nostre esche in un invitante e facile boccone da ingoiare
      
Strategia d'attacco

L'orata non sempre parte veloce, come fa ad esempio la palamita, ma anzi talvolta lascia il boccone per poi riprenderlo a distanza di diversi secondi: quindi, prima di ferrare, bisogna sempre aspettare il Mauro_con_oratamomento in cui la lenza fuoriesce decisa e con continuità. Solo allora possiamo chiudere l'archetto, recuperando e alzando la canna per la ferrata. La frizione deve essere regolata alla perfezione e, in base alla lenza ed al terminale usati, slittare nel caso in cui si sia allamata una grossa preda.

Di solito l'orata combatte in posizione perpendicolare sotto la barca, senza prendere troppo filo e assestando poderose testate: ma gli esemplari più grossi all'inizio tireranno via abbastanza lenza da trarci in inganno, facendoci pensare di avere all'amo una bella palamita.

Il combattimento sarà quindi molto avvincente, e metterà a dura prova tutta la nostra abilità di pescatori: dovremo stare attenti a tenere sempre la lenza in tensione, facendo lavorare la canna e pompando non appena sarà possibile, per recuperare il pesce. La bocca dell'orata è formata da placche ossee, quindi è molto dura ed è possibile che l'amo non penetri bene: diventa perciò imperativo non allentare mai la trazione sul pesce, anche se talvolta rimane allamata nel labbro esterno e in un recupero troppo violento ci farà trovare sull'amo solo un brandello di pelle.


Mauro_e_Alessandro

Se pensiamo di avere allamato l'orata dei nostri sogni, allora occorrono nervi saldi e molta pazienza: farci sopraffare dall'ansia per la furia di tirarla a bordo potrebbe costarci molto caro! Quindi, combattiamo il pesce e teniamo la canna in trazione, ed al minimo cedimento l'alziamo e recuperiamo filo, ma senza mai forzare nel recupero. Quando si comincia ad intravedere la sagome del pesce prepariamo il retino e non dimentichiamo di fare attenzione alla fatidica capriola, che compie quando è quasi in superficie, perchè se fosse allamata male si slamerà facilmente.





Un po' di fortuna in questi casi non guasta, basta ricordare, però, che sarà molto saggio rimandare l'urlo liberatore al momento in cui' l'orata sarà nel retino!Orate_a_Natale























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